Il futuro è dei Beacons?

Fabrizio Dovesi app mobile, shopping experience, soluzioni digitali

Nel panorama delle recenti tecnologie i beacons stanno intercettando l’interesse delle aziende e sembrano essere una delle tecnologie più promettenti per i prossimi 20 anni (fonte Statista).


Abbiamo messo insieme articoli e post, report di mercato, case study e le nostre esperienze Get di R&D e sviluppo per cliente con lo scopo di fare un ritratto realistico di questa nuova frontiera dal grande potenziale, ma che per molti versi al momento presenta vincoli da considerare prima di definirne il “business value” per un’azienda. Per questo motivo cercheremo di integrare nel discorso sia le appetibili opportunità di business che l’impatto in termini di UX, di tecnologia e di risorse necessarie.


Image

Storie di Beacons


Innanzitutto, cos’è un beacons? Si tratta fondamentalmente di un piccolo trasmettitore Bluetooth dalle svariate potenziali applicazioni, sul mercato da circa 5 anni. Il marketing di prossimità ad essi legato è un efficace strumento per creare un’interazione commerciale (tendenzialmente, fornire informazioni su un prodotto o pubblicizzare sconti e promozioni, un evento etc…) in una specifica area geografica, cioè attraverso geo-localizzazione dell’utente.
In questo modo, i beacons permettono anche di monitorare le azione degli utenti che "intercetta" e le reazioni alle informazioni o le offerte proposte.

Immaginiamo dei casi reali. Partiamo da un negozio, in cui i beacons permettono di intercettare la posizione di un cliente all’interno dell’ambiente e così di inoltrargli tramite push message offerte dedicate o servizi di catalogo, raccogliendo allo stesso tempo informazioni sugli habits dei consumatori instore. E ancora, registrare il passaggio vicino all’entrata e creare un flusso di engagement mirato.
Ora guardiamo a uno scenario ospedaliero, in cui i beacons svelano un uso multi-funzionale: attraverso la loro apposizione su braccialetti dei pazienti ricoverati o sui macchinari – o ancora su muri e pareti per garantire la mappatura degli ambienti – è possibile gestire la posizione di persone e oggetti in modo centralizzato e di trasformarli in dati. O offrire ai visitatori un sistema di navigazione indoor.

In realtà gli scenari applicativi sono moltissimi, e non basterebbe un articolo per citarli tutti: ci accontenteremo di indicarne alcuni rappresentativi. Come vedrete dai primi due, i case raccontati sopra sono tutt’altro che ipotesi!


La trasversalità e la multi-funzionalità di questa tecnologia salta all’occhio.


L'esperienza utente


Il pubblico è pronto a veder integrata nel suo quotidiano questa nuova tecnologia? La risposta non è univoca.
Dati alla mano (infografica1; infografica2), la società attuale è la più tecnologica di sempre e gli utenti attuali desiderano novità, continua attenzione, rapidità di risposta, personalizzazione dell’offerta, qualunque sia il servizio. Quello che promettono i beacons è assolutamente attuale ed in linea con questi pensieri da Cliente “mobile-first” d’oggi, ma da tecnici non possiamo che porre attenzione alla reale User Experience che sono in grado di regalare all’utente del presente.

Il primo limite che si riscontra è la mancanza di device appropriati: partendo dalla portabilità di uno smartphone fino ad arrivare alla capacità di batteria e di dati, le caratteristiche al momento non aiutano a rendere questa tecnologia veramente user-friendly.
In futuro per esempio sarà necessario immaginare supporti di interfaccia molto più portabili e “diretti”, come dei visori: ad oggi, basta che lo smartphone sia in silenzioso nella borsa per annullare l’intero investimento di engagement su quel cliente.

La sensazione è di trovarsi di fronte ad utenti non abituati a vivere la UX che i Beacon immaginano. Questo sembrerebbe confermato dalle parole del CEO di Euclid Analytics, Brent Franson, che li ritiene "too advanced for consumers":


Image

Un utilizzo più spontaneo e “nativo” permetterebbe inoltre di raccogliere un maggior numero di dati e progredire così più velocemente.



Per le aziende invece quale potenzialità possono rappresentare i beacons? Quali potrebbero essere i limiti e che trend ci si aspetta per il futuro? E il proximity marketing?

Tutte queste risposte nella seconda parte dell'articolo che sarà pubblicato a giorni!


Se non vuoi perdere i nostri articoli e restare sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter mensile!